Granini

Granini

mercoledì 18 febbraio 2015

Vieni a vivere con me - Contest ufficiale


Viola è un marito, più che una coinquilina. Fosse uomo, l'amerei. Invece è donna, quindi un po' la adoro e un po' non la tollero.

Non la tollero quando mi risponde male, quando urla, o quando si diverte a farmi le prove di resistenza, che consistono nel rendersi insopportabile al solo scopo di farmi perdere la pazienza e mandarla a cagare. Viola vuole essere mandata a cagare, ma io non lo faccio mai. E lei si incazza, Perché non è possibile, secondo lei, che io non perda mai il controllo. Invece è possibile: io non perdo mai il controllo. Sono zen senza aver mai fatto un corso di yoga.
Tutto il resto del tempo, she’s the one.

Io e Viola siamo due opposti: dove lei è perfettamente consapevole del suo fascino, io ho sempre paura di esser fuori luogo; dove lei si prende sul serio, io la butto sul ridere; dove lei reagisce, io incasso; dove lei risolve, io complico; dove lei riempie il frigorifero di panetti di burro e dessert monoporzione, io colleziono gallette di riso e zuppe precotte.

Su una cosa andiamo d'accordo: il divano. Che è il centro logistico della nostra casa, il quartier generale dove prendiamo le decisioni più importanti delle nostre vite, il banco d'accusa su cui si è simbolicamente seduto ogni uomo con cui ci siamo relazionate negli ultimi 15 anni (e pochi, pochissimi, sono stati assolti).

Proprio sul divano, qualche mese fa, Viola ha deciso di partire. Sola andata Buenos Aires. Tornerà, non si sa bene quando.

Non sto a dilungarmi su quanto il mio cuore sia a pezzi, che tanto già lo immaginate. Il totoscommesse mi dà morta entro due settimane dalla sua partenza.
E qui intervenite voi, attraverso un contest online che a confronto The DistantHello di Nescafé Cappuccino è una roba da poveracci.

Vuoi passare 6 mesi con Ingrid, in un bellissimo appartamento in zona residenziale di Milano?
La vincita comprende: le coniglie Martini e Oliva, due comodi divani, arredo di design, una spaziosa stanza singola con letto matrimoniale, doppia esposizione, ampia scelta di libri, pianoforte, poster di Dylan McKay in cucina,comoda doccia con seggiolino per quando ti fa fatica anche solo stare in piedi sotto l'acqua calda e - ultimo ma non meno importante - il portinaio più carino del mondo, che sorride tutte le mattine, tiene aperto il portone e dice "Buona giornata", sperando sia buona sul serio.

A chi è rivolto
A uomini e donne che vogliono vivere un'avventura molto più entusiasmante dell'Isola dei Famosi, che possiedono uno standard igienico non inferiore alle 4 docce settimanali, che non hanno precedenti penali e non intendono averne, con un ragionevole ma non ossessivo gusto per l'ordine e che non si stupirebbero nel la propria coinquilina taciturna e lacrimosa sul divano un paio di sere al mese.

Come candidarsi
Scrivetemi nei commenti o mandatemi un inbox su Facebook.

Come ritirare il premio
La validità del premio va da metà marzo a metà settembre, settimana più, settimana meno. Per aggiudicarsi l'intero montepremi è previsto un contributo mensile di qualche centinaio di euro, che possiamo discutere privatamente via mail.

E poi?
Al termine del concorso possiamo rimanere amici, oppure decidere di tatuarci il rispettivo nome sulla caviglia in ricordo di questa straordinaria convivenza, o ancora scoprire di amarci e non lasciarci mai più. Anzi, questa no, perché di marito ne ho già uno.




domenica 15 febbraio 2015

Granini di libri - Il Conte di Montecristo


Ho letto Il Conte di Montecristo per caso. Da poco mi avevano regalato Kobo e - da grande appassionata delle promozioni quali sono - mi sono messa subito a cercare i titoli in offerta.
Perché sì, uno dei tanti pregi dell'ereader è il risparmio.
Sono una di quelle che fa la spesa al supermercato incrociando i prodotti a scaffale in promozione con la funzione "Scegli il tuo sconto" dell'app Esselunga, che compra sempre 5 paia di collant da Calzedonia perché uno è in regalo, che si emoziona guardando Pazzi per la spesa su Real Time e che controlla settimanalmente i siti dei voli low cost, sperando di trovare un'andata e ritorno per New York a 99€.
Sarà ossessione, sarà che sono in spending review da quando si chiamava "aver le pezze al culo", ma dove è possibile risparmiare, io risparmio (tenetelo presente, voi uomini lì fuori, che una donna attenta al portafogli è un peccato farsela scappare).

lunedì 21 luglio 2014

Quindi


Non scrivo più, o meglio non qui.
Ho decine di note sul cellulare, anzi le avevo. La maggior parte le cancello, insieme alle liste della spesa in cui al primo posto ci sono le verdure per i conigli. Due. Che si odiano, nonostante abbiano nomi fatti per stare insieme. Oliva e Martini. Martini con Oliva.
Ho cambiato casa.
Ci sono sei mensole di libri tutte per me. E una mensola per l'intero cofanetto di Friends.
Esco poco.
Mi addormento sul divano. Ora ho un divano, anzi due. E due poltrone.
E tre grandi finestre in salotto, sempre aperte.
Inizio diete. Interrompo diete. Mangio taralli fino a farmi venire mal di pancia.
Entro nei negozi, provo abiti e non compro nulla.
Scrivo messaggi che non invio. Ciao, che fai? Ciao. Cia. Ci. C. Lasciamo stare.
Ho scritto la prima riga di decine di romanzi, ma con gli inizi non sono brava. Allora scrivo solo i finali. I miei romanzi che non esistono li faccio finire tutti male.
Ho una cesta di vestiti da lavare.
Le lenzuola da cambiare.
Un pigiama con gli alberelli di Natale. Tanto l'estate qui non arriva.
Ho cominciato a usare il reggiseno, perché V. dice che ho quasi 30 anni ed è ora.
V. mi compra i bastoncini Findus e me li prepara quando rientro tardi dall'ufficio.
Vado al mercato il sabato.
Uccido zanzare.
Ascolto la radio.
Metto la crema antirughe al mattino.
Dormo male.
Mi hanno regalato un orologio, che tengo 5 minuti avanti, così son sempre in un tempo che non esiste.
Ho prenotato un traghetto di sola andata per Spalato. Però poi torno. In qualche modo torno.
Forse anche a scrivere.

giovedì 20 marzo 2014

Le cose che mi ha insegnato


Canta che ti passa. Metti poco cibo nel piatto, poi al massimo ne prendi ancora. Sorridi. Ama con tutta te stessa. Ama te stessa.
Ama e basta.
Dai ciò che senti di voler dare, anche se è più di ciò che ti verrà dato. Impara a fare le domande giuste, se non capisci qualcosa. Sii curiosa. Trova il tempo per offrire un caffè a chi non ha nessuno che glielo offra.
Svegliati presto.
Non mentire a chi si fida della tua parola. Non fumare. Impara a suonare uno strumento.
Lascia perdere quel coglione.
Circondati di persone semplici. Cerca il bello dove gli altri non lo vedono. Conserva la fantasia di un bambino. Togli la suoneria al telefono quando vai a dormire. Porta rispetto agli anziani. Non alzare la voce. Chiama i nonni. Ringrazia quando qualcuno fa qualcosa per te. Abbi il coraggio di chiedere un abbraccio. Piangi. Guida piano. Divertiti. Balla. Non trascinare i piedi. Tieni la schiena dritta. Trattati bene. La birra disseta più della Coca Cola. Chiedi scusa.
Tutti sbagliano.
Anche i papà.








lunedì 3 marzo 2014

La sfumatura

foto http://bit.ly/1hF6lcF

Parlano tutti di Sorrentino, dell'Oscar.
Che gioia.
Viva l'Italia. E dirlo fa strano, ti si incastra nel palato, ti fermi e pensi Lo sto dicendo davvero?
Sì, ed è bello.

Io di Sorrentino mi sono innamorata nella prefazione di un libro. Perché al cinema ci vado poco, preferisco i film sul divano, la coperta sulle ginocchia, alzarmi e fare la pipì quando voglio, senza aspettare l'intervallo. Dire Bello, No, Ma come?, Uh! senza che gli altri mi guardino male.

Per anni non ho avuto un divano, nemmeno una tv o un lettore dvd. Ora ho tutto, anche voglia di andare al cinema, che al buio in sala mi sono abituata e ho smesso di tremare.

Comunque mi sono innamorata con un libro. Quindi congratulescion, Paolo end deng iu. A modo mio.

Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati, i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.

Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l'iperattività, la bulimia, la gentilezza, la malinconia, la mestizia, l'intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna, l'arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l'abuso di potere, l'inettitudine, la sportività, la bontà d'animo, la religiosità, l'ostentazione, la curiosità e l'indifferenza, la messa in scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l'eccesso, la genericità, la falsità, la responsabilità, la spensieratezza, l'eccitazione, la saggezza, la determinazione, l'autocompiacimento, l'irresponsabilità, la correttezza, l'aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l'incoscienza, la capziosità, la rapidità, l'oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l'ineluttabilità, l'esibizionismo, l'entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo, l'automobilismo, l'autonomia, la dipendenza, l'eleganza e la felicità.

Non sopporto niente e nessuno.Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.Solo una cosa sopporto.

La sfumatura.
Hanno tutti ragione, Paolo Sorrentino - Feltrinelli, 2010 








venerdì 21 febbraio 2014

Il paradosso


Scatolone dopo scatolone, 4 anni di vita si stanno spostando nella nuova casa.

 E ho troppe calze, troppe scarpe, troppe tshirt bianche, troppi abiti da sera che la sera poi non esco, troppi maglioni vecchi, troppi jeans ormai stretti, troppe gonne al ginocchio che mi stanno male, troppe camicie che non so stirare, troppi reggiseni e troppe mutande che non abbino, troppe felpe mai messe, troppe borse in cui non ci sta nemmeno il cellulare, troppe sciarpe da dimenticare sui mezzi pubblici.

Ho troppi vestiti.

E ne vorrei moltissimi altri. Una gonna in tulle. I sandali a pois di Tori Burch. Una tracolla con i fenicotteri. Una maglia color cipria. Un abito lungo. Credo mi servano.

Anche se i momenti più belli di questo 2014 sono stati quelli in cui i vestiti non li avevo addosso.

lunedì 17 febbraio 2014

Buon appetito


È come le cipolle, l'amore.

Che non è che ce l'hai in mano, pronto da mordere.

Devi togliere la buccia più esterna, come prima cosa. Togliere la diffidenza, la paura, le ferite del passato, quelle che ti han fatto promettere Mai più, non ci cascherò mai più.

E poi affondare il coltello. Fare fette sottili. Aprirsi. Scoprirsi. Rivelarsi. Segreto dopo segreto. Sguardo dopo sguardo. Bacio dopo bacio. Baci che sanno di rhum e baci al sapore di dentifricio. Baci sulla bocca e baci tra le gambe. Parole. Silenzi.

Farsi a pezzi, sminuzzarsi, prepararsi a essere messi sul fuoco, a soffriggere.

Ed è in quel momento, mentre tutto si affetta, mentre l'intero si scompone e rivela i suoi cerchi concentrici, che capita di piangere. O di tagliarsi le dita con la lama del coltello. E di pregustare il pasto che si sta cucinando.

Perché come le cipolle, solo una volta tagliati a fettine, solo dopo esserci messi a nudo, possiamo essere cucinati.

E allora si accende il fuoco e la cucina viene invasa da un profumo dolce, forte, che ti entra in gola, che ti si appiccica ai capelli.

Le fai rosolare quel tanto che basta perchè siano morbide, le cipolle, ma a tratti croccanti, e finalmente le mangi. Morbide. Croccanti. Abbracci e unghie nella schiena. Carezze e morsi. Musica e litigate. Cuscini sul divano e tazzine sbeccate.
Che senza unghie, morsi, litigate e tazzine sbeccate, che amore è?

Cipolle e amore. Amore e cipolle. E alla fine di tutto, sorridere. Perché chiunque ti parli, poi, lo capisce che l'hai fatto. Mangiare cipolle. L'amore.